A tu per tu con Stefano di Marino
Rosario Altomare e Alessio Lazzati (curatore del Forum
di Altieri e Di Marino) hanno incontrato l'autore per una breve
chiacchierata!
Aspetti Personali (l'uomo, i viaggi, le letture, il cinema, gli hobby)
Salve
Stefano, potresti presentarti ai lettori?
Be', dopo tante lusinghiere parole, passiamo all'azione pura. Mi rispecchio
moltissimo in quello che scrivo. Come ho detto più volte SONO quello che
scrivo. Violenza a parte- quella è la parte fiction- nelle mie storie
e nei personaggi tutti c'è qualcosa di me. Mi piacere viaggiare, praticare
sport da combattimento-quando ero più giovane- fotografare, curiosare,
leggere ma anche la buona vodka, i sigari… ovviamente le donne. Sono così
e non ho la pretesa di essere accettato da tutti. Il fatto che ci sia
una fetta di lettori che mi apprezza è una grossa consolazione. E una
spinta a continuare questo lavoro di narratore che a volte è molto difficile…
Sei un appassionato viaggiatore potresti dirci come programmi le tue
escursioni all'estero?
Inizialmente ho cominciato a viaggiare in maniera molto tranquilla. Spesso
con organizzazioni tipo Trekking International. Da una decina d'anni però
mi muovo quasi sempre da solo. Scelgo itinerari abbastanza ristretti e
cerco di organizzare bene spostamenti e alloggi. I tempi dei viaggi con
lo zaino e poco altro…bei ricordi ma bisogna avere vent'anni. Io poi oltre
che per lavoro , viaggio anche per andare in vacanza. Non mi sembra abbia
molto senso dormire in una catapecchia se puoi fare la doccia, solo per
sentirsi avventurieri. Anche se certe esperienze val la pena di farle…
Nei tuoi viaggi per il mondo approfondisci anche la conoscenza della
cucina locale o sei un tipo da pasti veloci?
Dipende da dove mi trovo. Nell'area mediorientale ho preso delle bruttissime
malattie, certi odori non riesco a sentirli neppure. In Europa o in certe
parti dell'estremo oriente invece cerco di godermela…
Lo scrittore (metodo di lavoro, preparazione del romanzo, i rapporti
con il mondo dell'editoria, i romanzi)
Potresti descriverci la tua giornata lavorativa tipo?
Molto regolare. Inizio lavoro alle nove, posta. Due o tre ore di scrittura.
Pranzo o sport. Pomeriggio lavoro editoriale, letture, traduzioni, quant'altro.
Di solito termino verso le sette. Di sera esco o guardo un film. Non riesco
a lavorare di notte.
Come nasce una tua storia? Che metodo usi per trasferirla dalla fantasia
alla scrittura? Quali sono le fonti che di solito usi?
Da un'idea che magari matura nel corso di mesi, se non di anni. Immagini,
letture. Poi deve esserci l'occasione della pubblicazione. Allora segue
un periodo che io chiamo "spugna" , assorbo un po' tutto su quella vicenda
dalle immagini, a film similari, libri. Poi cominciano a emergerei personaggi,
le singole scene. Alla fine viene fuori una trama divisa in blocchi. È
un processo un po' difficile da spiegare, è come avere un computer in
testa che frulla tutto alla massima velocità. Penso che chiunque con la
tecnica potrebbe farlo. Però a me capita di fare connessioni a una velocità
maggiore. Questa è una dote. Il resto è tecnica.
Quali sono a tuo parere i pro e i contro di lavorare a personaggi seriali?
Un personaggio seriale è una bella scarpa comoda. Ha il suo mondo, il
suo modo di pensare, gli amici, gli avversari. C'è una logica in tutto
quello che avviene anche se, nel caso del Professionista, tutto è un po'
cambiato e si è evoluto nel corso di dieci anni.
Il personaggio singolo, il libro a sé implica ripartire da zero. È anche
una sfida ma decisamente più impegnativo, soprattutto se si devono fare
delle ricerche storiche. Però è stimolante. Mi piace alternare un tipo
di produzione all'altra. La cosa più difficile sono i saggi, anche se
sai tutto sull'argomento devi sempre controllare ogni particolare due
volte. Per chi ha fantasia è facilissimo distorcere il ricordo.
Recentemente hai iniziato a interagire con i tuoi lettori tramite la
rete: Internet ha cambiato il tuo modo di lavorare? Ti aiuta nelle ricerche
e negli approfondimenti tecnici?
L'interazione via internet è fondamentale per la promozione, il contatto
con il pubblico, insomma farsi conoscere. Per le ricerche sono all'antica,
preferisco ancora i cari vecchi libri da scartabellare e tenere sul tavolo.
Sono un po' due mondi differenti.
Il Professionista (l'evoluzione del personaggio, i comprimari, il futuro)
L'ultima storia del Professionista Gangland traccia
un taglio netto rispetto al passato, il protagonista è più pensieroso,
cupo, nella sua mente si affollano pensieri lugubri comincia ad essere
stanco di una vita violenta?
Stanco no, ma a una certa età uno certe domande comincia a farsele. Come
scrittore… e come eroe. Per quanto tempo starò ancora sul mercato. Cos'è
cambiato nel mondo che mi circonda. Cosa devo fare per sopravvivere. Soprattutto
la memoria se non un peso diventa una compagna… a volte ingombrante. Questa
è la sintesi dell'evoluzione del personaggio… e del suo autore. Però c'è
la carica, la grinta, quella voglia di rimanere cacciatori e non prede.
Quella prevale sempre.
Potresti anticiparci l'evoluzione del personaggio?
Sinceramente non lo so. Dipende tutto da come sarà la mia vita nei prossimi
anni. Scherzi a parte non voglio privarmi del piacere di inventare e cambiar
con il trascorrere del tempo. Di certo Chance non diventerà una sorta
di commissario panciuto senza pistola o di frate indovino, non è nelle
sue corde. A volte mi fa tenerezza. Mi ricorda Jean Gabin nel film Il
Tatuato dove faceva quel vecchio legionario che si ostinava a vivere in
un mondo che non era più il suo. A volte Chance mi ricorda un po' lo Sconosciuto
di Magnus, un autore cui devo moltissimo.
Sempre su Gangland sono apparsi nuovi comprimari come Il Gobbo
li rivedremo?
Su questo ci potete contare.
Ci saranno in futuro altre storie ambientate in Italia?
Non totalmente ma almeno parzialmente in Italia sì. Colori di guerra,
la prossima avventura inizia a Milano, che, questa volta, sarà chiamata
con il suo nome vero. Gangland è stato un po' un gioco, buono per
una volta, però. Inoltre nell'antologia Anime Nere (Mondadori in
libreria a giugno) Chance appare con un racconto che riserva qualche sorpresa
tra Milano e Genova… il titolo è I Lupi muoiono in silenzio.
Programnmi futuri
In passato hai pubblicato su Urania Mondadori con lo
pseudonimo Jordan Wong Lee il romanzo fantasy L'ultima Imperatrice,
oggi introvabile. Hai pensato con Altieri (direttore editoriale di Urania,
Segretissimo e Giallo Mondadori) di ristamparlo?
Sì, forse in una versione diversa e più lunga ma siamo nel campo dei progetti
molto in là a venire….
La trilogia dei romanzi cappa e spada Jasmine pubblicata con
lo pseudonimo Etienne Valmont mi ha entusiasmato, hai in programma di
riprendere questo personaggio?
Per il momento no. Interruppi la serie perché l'editore voleva una serial
storico rosa e a me il personaggio così non andava. Chissà un giorno….
Ma sarebbe più Isabella contessa dei diavoli…
Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro per quanto riguarda la serie che
ha per protagonista Vlad Spetrak?
Per il momento Vlad si prenderà una pausa dopo l'episodio che leggerete
l'hanno prossimo. Ha un po' esaurito la sua ragione d'essere come tutti
gli eroi senza memoria. Ormai sa tutto del suo passato e rischierebbe
di diventare un clone di Chance.
Hai esplorato la cinematografia asiatica e di recente hai gettato uno
sguardo "turistico" su Hong Kong: c'è qualcosa del mondo orientale che
ti piacerebbe esplorare in futuro con un nuovo saggio? (il mondo del crimine
per esempio).
Direi che tra romanzi e saggi (E nel cielo nuvole come draghi,
Touringclub e Dragons Forever Alacran) per il momento sull'oriente
ho detto tutto ciò che avevo da dire. Sarebbero solo delle ripetizioni.
Mi piacerebbe scrivere una storia delle arti del combattimento e ho anche
tutto il materiale ma sarebbe un lavoro immane e se non c'è un editore
che appoggia finanziariamente il progetto… rimane una soddisfazione per
l'età della pensione….
Secondo il mio modesto parere hai la capacità di produrre un grande,
epico romanzo di avventure cappa e spada sulla scia di Salgari, Sabatini
e recentemente Willocks ed Altieri, cosa puoi dirci in merito?
Vi ringrazio per l'accostamento a siffatti autori. Mi piacerebbe e qualche
idea ce l'ho. Purtroppo il romanzo storico come dicevo richiede moltissima
documentazione. Molto tempo e quindi deve trovare un editore che possa
supportare tutto questo lavoro… economicamente. Per il momento ho in programma
alcuni racconti per antologie storiche, ma sono racconti. Un romanzo è
un'impresa lunga. Solo per L'ultima imperatrice ci misi più di
un anno. Ora per un volume che sta in edicola due mesi… però non si sa
mai, la voglia c'è e la sacca dell'immaginazione è sempre piena…
Con quest'ultima domanda salutiamo e ringraziamo l'amico Stefano: speriamo
di essere riusciti con quest'intervista a incuriosire molti di voi che
ci avete letto.
Collegamenti: bio e bibliografia
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